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L'insegnante BiancaMaria Tapinassi-Μυλωνά

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Πέμπτη 24 Φεβρουαρίου 2011

lettera disperata 1


LEGGERE 1
Leggete il brano e confrontatelo con le frasi sotto. Indicate le sette frasi presenti nel testo segnando una crocetta accanto . Dovete indicare solo sette frasi:


PRIMA PARTE
Salve a tutti, sono nuovo!
Allora, innanzitutto mi presento: sono un ragazzo di 18 ipertimido e riservato. Sono da sempre stato così, anche se quando ero più piccolo avevo molti meno problemi a relazionarmi con le persone: ad esempio all’asilo e alle elementari ero come tutti gli altri, con la differenza che venivo spesso definito “un bambino riservato e riflessivo che preferiva attività autonome anziché attività ludico-ricreative che implicassero il coinvolgimento con gli altri” (spesso infatti passavo ore da solo la mattina all’asilo a fare puzzles o a leggere un libro durante le ore libere alle elementari), tuttavia avevo il mio gruppetto di amici con cui mi ritrovavo il pomeriggio e con cui avevo una relazione attiva, e, in linea con i rapporti sociali che possono esserci a quella tenera età, potevo definirmi normale. Dalle medie tutto è cambiato: prima di tutto mi sono ritrovato in una classe di persone con un carattere o con interessi diametralmente opposti ai miei e mi sono isolato da tutto e da tutti, chiudendomi sempre più in me stesso e facendo affiorare sempre di più la mia crescente timidezza. Sono rimasto tre anni solo, subendo anche spesso episodi di bullismo (per me i tre anni delle medie sono stati i peggiori in assoluto!!!); l’unica cosa che mi faceva andare avanti era la speranza di una nuova vita con l’inizio delle superiori. Iniziato il liceo con la timidezza alle stelle non sono riuscito a legare con nessuno e, non so per quale grottesco e assurdo meccanismo del mio cervello, ero quasi contento di ciò (!): ho passato 4 anni da solo, nella totale solitudine, senza uscire, passando fuori casa soltanto le sei ore di orario scolastico , sabati e domeniche davanti al PC ed intere estati chiuso in casa. Tutto il tempo e le energie le spendevo nello studio, tanto che ero diventato quello che viene volgarmente definito un “secchione”*, senza curarmi minimamente neanche di me stesso sia sul piano psicologico che fisico.


* La parola “ secchione” indica il ragazzo che studia tanto

1.Il protagonista del racconto ,da bambino alle scuole primarie , non stava volentieri con gli altri bambini.
2. Non gli piacevano i libri.
3. Da bambino non aveva nessun amico.
4. Era considerato un bambino con gravi problemi psichiatrici.
5. Lui crescendo ha superato i suoi problemi relazionali.
6. Nelle medie ha incontrato ragazzi molto diversi da lui .
7. Alcuni di loro erano ostili nei suoi confronti.
8. L’ unica sua speranza nelle medie era di finirle e cambiare ambiente.
9. Al liceo le cose non sono migliorate per niente.
10. Quando usciva la sera non trovava nessuna compagnia.
11. Non gli piaceva usare il computer e cosi non aveva contatti neanche tramite facebook.
12. Nel liceo si é impegnato molto con le lezioni.
13. Il ragazzo ha abbandonato se stesso.
14। Ha cercato di curare un po’ il suo aspetto e la sua salute.
SOLUZIONΙ:1,6,7,8,9,12,13
L’ insegnante BiancaMaria Tapinassi-Μυλωνά

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