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L'insegnante BiancaMaria Tapinassi-Μυλωνά

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Σάββατο 26 Ιουνίου 2010

Albergo diffuso


Cosi l’ antico borgo si trasforma in hotel.
Turismo consapevole in contatto con la comunità locale.
(livello medio avanzato)


PAROLE IMPORTANTI PER CAPIRE
tormentone βάσανο, πάθος
struttura ricettiva orizzontale δομή υποδοχής οριζόντια
borgo χωριό με τείχη σε λόφο
dimora διαμονή
inserire εισάγω
rilanciare προωθώ
viuzza σοκάκι
commistione μείξη
mete turistiche accreditate προορισμοί τουριστικοί φημισμένοι
distare απέχω


Se ne è parlato poco ma , potete giurarci, presto , l’albergo diffuso diventerà il tormentone del viaggiatore che detesta farsi chiamare turista. Un buon dizionario della lingua italiana lo definisce “ struttura ricettiva orizzontale”, situata nel centro storico di un borgo di notevole interesse artistico, dotata di una reception e di stanze ricavate in antiche dimore li intorrno. Qualcuno lo chiama anche paese albergo. Anche se in realtà non proprio ha ragione : quest’ ultimo , in genere,è un antico borgo disabitato trarformato interamente in struttura ricettiva.

“L’albergo diffuso - ci tiene a sottolineare Gianfranco Dalara ,che poi è quello che in Italia ha lanciato l’idea –è un modello di sviluppo globale del territorio , perchè inserisce le strutture ricettive all’ interno di un paese abitato e ne rilancia l’ economia. E’ un luogo adatto a chi vuole inserirsi in una comunità , vivere a stretto contatto con la sua gente , diventare , anche se solo per pochi giorni, un vero abitante del luogo” .

Il risultato è bizzarro , nulla a che vedere con il vecchio agriturismo nè con il più recente bed and breakfast. Provate ad andare nel centro storico di Specchia, in pieno Salento, l’ arrivo de “ La Residenza In” , dentro al dedalo di viuzze d’ impianto medievale, ha creato una strana commistione di lingua e costumi . In prima battuta le vecchine del luogo facevano fatica a parlare con inglesi e francesi : adesso vendono loro prodotti locali e conserve. Insomma , l’ idea non è male . Tanto che oggi in Italia di progetti per far nascere luoghi cosi ne sono stati avviati almeno 200, mentre 52 sarebbero quelli che più si avvicinano all’ idea originaria. Una lista completa è pubblicata sul sito www.albergodiffuso.com . Con una avvertenza però : in genere posti cosi non sorgono mai in mete turistiche già accreditate , piuttosto in borghi che quasi mai compaiono in guide ufficiali . L’ idea era nata negli anni ’80 per ridare vita in Friuli , ad alcuni centri quasi del tutto distrutti dal terremoto .

Per essere tale un albergo diffuso deve avere almeno due spazi comuni per gli ospiti e le case non devono distare fra loro più di 200 metri .

(tratto da un articolo di Chiara Dino da Repubblica , 9 Febbraio 2007)

Foglio di lavoro

A. Dopo aver letto l’ articolo prova a collegare titoli e definizione

Titoli : le dimore , le affinità , le caratteristiche, la definizione, la filosofia

Definizioni
1. Albergo diffuso è una struttura ricettiva orizzontale situata nel centro storico di un borgo di notevole interesse artistico. ...................

2. Per essere tale un albergo diffuso deve avere almeno 2 spazi comuni, uno al chiuso e uno al aperto , come un’ antica corte. ...................

3.Gli ospiti non devono essere raggruppati in un unico edificio, ma neppure troppo sparpagliati: 200 metri tra una casa e l’ altra è l’ ideale. .....................

4. L’ idea è quella di sviluppare il borgo e rilanciarne l’ economia , facendo vivere gli ospiti a stretto contatto con la comunita’ locale. .......................

5. L’ idea dell’ albergo diffuso è simile a quella del paese albergo: quest’ ultimo è un borgo trasformato interamente in hotel. ..........................

B. Rispondi a queste domande
• Come può essere definito l’ albergo diffuso?
• Dove e perchè nasce l’ idea?
• A quale utenza si rivolge questo tipo di turismo?
• Che differenza c’ è fra albergo diffuso e paese albergo?



l'insegnante BiancaMaria Tapinassi Mυλωνά

Jose Feliciano ,"che sara'" , il video e foglio di lavoro


Dedicato a tutte le persone che per trovare la loro strada hanno dovuto lasciare il proprio paese.


Foglio di lavoro

Attività a : Completare

Paese mio che stai sulla ...................
Disteso come un vecchio addormentato:
La .................
l'abbandono
il ...................
Son la tua malattia

Paese mio ti lascio
io vado via.

Che sarà
che sarà
che sarà
Che sarà
della mia ...............
chi lo sa!
So far tutto o forse niente
da .................. si vedrà
E sarà
sarà quel che sarà .

Gli amici miei son quasi tutti via
E gli altri partiranno dopo me

Peccato
perchè stavo bene in loro ....................
Ma ................. passa
tutto se ne và.

Che sarà
che sarà
che sarà
Che sarà
della mia vita
chi lo sa!
Con me porto la ................
e se la notte .....................
Una nenia di paese suonerò .

Amore mio ti bacio sulla ....................
Che fu la fonte del mio primo amore

Ti do l’ .........................
come, quando ,non lo so

Ma so soltanto che ritornerò.

Che sarà
che sarà
che sarà
Che sarà
della mia vita
chi lo sa!
Con me porto la chitarra
e se la notte piangerò
Una nenia di paese suonerò.

Che sarà
che sarà
che sarà
Che sarà
della mia vita
chi lo sa!
So far tutto o forse niente
da domani si vedrà
E sarà
sarà quel che sarà.

Attività b: domanda di elaborazione
• Quali sentimenti esprime l’ autore della canzone?

C. Il testo e la traduzione

Paese mio che stai sulla collina
Χωριό μου που στέκεσαι πάνω στο λόφο
Disteso come un vecchio addormentato:
Ξαπλωμένο σαν ένας γέρος αποκοιμισμένος
La noia
Η βαρεμάρα
l'abbandono
η εγκατάλειψη
il niente
το τίποτα
Son la tua malattia
είναι η αρρώστια σου

Paese mio ti lascio
χωριό μου σε αφήνω
io vado via.
εγώ φεύγω

Che sarà
τι θα γίνει
che sarà
che sarà
Che sarà
della mia vita
με τη ζωή μου
chi lo sa!
ποιος το ξέρει!
So far tutto o forse niente
ξέρω να τα κάνω όλα ή ίσως τίποτα
da domani si vedrà
από αύριο θα δούμε
E sarà
και θα γίνει
sarà quel che sarà .
θα γίνει αυτό που θα γίνει

Gli amici miei son quasi tutti via
οι φίλοι μου έφυγαν σχεδόν όλοι μακριά
E gli altri partiranno dopo me
και οι άλλοι θα φύγουν μετά από μένα
Peccato
κρίμα
perchè stavo bene in loro compagnia
γιατί πέρναγα καλά με την παρέα τους
Ma tutto passa
μα όλα περνούν
tutto se ne và.
Όλα φεύγουν .

Che sarà
che sarà
che sarà
Che sarà
della mia vita
chi lo sa!
Con me porto la chitarra
Μαζί μου κουβαλάω την κιθάρα
e se la notte piangerò
Και αν τη νύχτα θα κλαίω
Una nenia di paese suonerò .
Ένα νανούρισμα του χωριού θα παίξω

Amore mio ti bacio sulla bocca
Αγάπη μου σε φιλάω στο στόμα
Che fu la fonte del mio primo amore
Που ήταν η πηγή της πρώτης μου αγάπης

Ti do l’ appuntamento
Σου δίνω ραντεβού
come, quando ,non lo so
Πώς,πότε, δεν το ξέρω

Ma so soltanto che ritornerò.
Μα ξέρω μονάχα πως θα γυρίσω

Che sarà
che sarà
che sarà
Che sarà
della mia vita
chi lo sa!
Con me porto la chitarra
e se la notte piangerò
Una nenia di paese suonerò.

Che sarà
che sarà
che sarà
Che sarà
della mia vita
chi lo sa!
So far tutto o forse niente
da domani si vedrà
E sarà
sarà quel che sarà.

l' insegnante BiancaMaria Tapinassi
Anche il mio paese , San Miniato al Tedesco, è un borgo che si trova nel centro della Toscana fra Pisa e Firenze . Per questo i suoi abitanti lo considerano il centro del mondo. (come dice Jovanotti “l’ ombelico del mondo” )
Kαι το δικό μου χωριό , San Miniato al Tedesco ,είναι ένα borgo που βρίσκεται στο κέντρο της Toσκάνης ανάμεσα στην Pisa και το Firenze. Γι΄αυτό οι κάτοικοί του το θεωρούν κέντρο του κόσμου. (όπως λέει και ο Jovanotti ¨ο ομφαλός της γης¨)

BiancaMaria Tapinassi-Μυλωνά

SAN MINIATO

San Miniato è un comune di 28.087 abitanti della provincia di Pisa. Il centro storico della cittadina sorge in posizione strategica su un colle lungo l'Arno a metà strada tra Firenze e Pisa.
NOTA STORICA
Il nucleo originario della città risale all'VIII secolo: un gruppo di longobardi, si stabilì su questo colle ed edificò una chiesa dedicata al martire Miniato. Federico II di Svevia eresse nella città la rocca e vi fece risiedere il suo vicario per la Toscana. Per questa origine germanica la città fu chiamata per tutto il medioevo come San Miniato al Tedesco, nome che è rimasto in uso anche nei secoli successivi. Il giovane Napoleone si recò a San Miniato ben due volte. La prima fu per avere l'attestato di nobiltà della propria famiglia, necessario per poter accedere all'accademia militare francese. Successivamente vi fece ritorno durante la Campagna d'Italia, facendo visita a suo zio Filippo Buonaparte. Una lapide affissa sul palazzo Buonaparte testimonia l'incontro lì avvenuto. La città rimase nell'orbita fiorentina fino al 1925, quando fu ceduta non senza polemiche alla provincia di Pisa. La parlata samminiatese appartiene in effetti alla sfera dei dialetti fiorentini. La seconda guerra mondiale lasciò il segno nella città per via della strage del Duomo. Venne altresì distrutta una buona parte delle costruzioni medievali, tra cui la Rocca di Federico II, prontamente ricostruita negli anni successivi.

ATTIVITA' :
Domande di comprensione

• Perchè la sua posizione è strategica?
• Chi eresse la rocca?
• Perchè i samminiatesi parlano fiorentino?

CULTURA
La principale manifestazione che ha luogo nel Comune è la Mostra Mercato Nazionale del tartufo bianco delle Colline Sanminiatesi che si svolge nelle principali vie e piazze del capoluogo il secondo, terzo e quarto fine settimana di novembre. Vedi successiva intervista al sindaco di San Miniato.
• Tra le altre manifestazioni da segnalare il festival internazionale del teatro di figura La luna è azzurra, che si tiene a fine giugno e la storica Festa del teatro, a fine luglio, con la rappresentazione di un dramma popolare a soggetto religioso in piazza del Duomo.
• Durante tutto il mese di Luglio hanno luogo a San Miniato e nelle frazioni del Comune i concerti di Un castello di suoni un'importante rassegna di musica classica, che da anni porta a San Miniato musicisti di fama internazionale, valorizzando anche i giovani esecutori. Durante la manifestazione ogni anno viene proposta al pubblico un'opera lirica.
• La prima domenica dopo Pasqua, sempre presso il prato della Rocca di Federico II viene organizzata la Festa degli Aquiloni'.

l' insegnante BiancaMaria Tapinassi Μυλωνά

Tartufo, San Miniato, intervista al Sindaco Vittorio Gabbanini



ASCOLTO E COMPLETAMENTO

Giornalista : ¨Oggi si apre la 39esima edizione nazionale del tartufo bianco delle colline samminiatesi. Ma quali sono i suoi protagonisti? ¨

Sindaco: ¨Mah , direi innanzitutto ........................................ perchè , come al solito, è stato un impegno grandissimo. San Miniato in questi giorni , ha vissuto dei momenti ............................... . Ce l’abbiamo fatta. Siamo arrivati al primo weekend della mostra nazionale del tartufo bianco.
Gli impegni che ci sono ...................... la mostra sono tantissimi. Ci sono varie mostre ................................. . Quest’ anno , l’ ho detto tante volte , lo voglio ripetere : quest’ anno abbiamo abbinato , abbiamo coniato lo slogan : ……… ……………………………… ……… …………….. ….. …………………. .
Abbiamo abbinato il tartufo che è al centro , ma a 360 gradi ci ruota tutto. Praticamente ci ruota tutto: l’ arte, la storia , la cultura e anche le nostre ..................... , le nostre concerie , i nostri imprenditori. La pelle (1) è anche un modo........................... di abbinarsi al tartufo. ¨

Giornalista: ¨A questo .............................. , proprio in palazzo comunale , avete allestito una mostra molto ............................. che parla di creatività toscana.
Di cosa ...... .................... ? ¨

Sindaco: ¨Si, davvero , siamo anche ................ ............................ di questo .
Noi , in palazzo comunale , che è in centro, la casa di tutti i cittadini , c’ à un pò la storia della nostra Italia.
Si parte da una ......................... interamente foderata di pelle , si passa alla vespa , che ha rappresentato ,nel nostro territorio , un ' epoca gli anni 60, ( insomma Pontedera , la Piaggio (2) ) a una cinquecento interamente .................................. di pelle e poi altri oggetti. Insomma siamo veramente soddisfatti. E’ un pò il ......................... della nostra Italia, un pò il cammino di San Miniato , un pò il cammino del nostro ........................ . ¨

Giornalista: ¨ Ma perchè un visitatore dovrebbe venire proprio a San Miniato e proprio nei giorni del tartufo?¨

Sindaco: ¨ Mah ! per due cose : innanzitutto San Miniato ,lo dico sempre , è ....... ................ della Toscana , è una terra .................. ....... storia , di arte e di cultura.Quindi può venire a visitare innumerevoli ...................... , opere d’ arte che ci sono a San Miniato .
Poi ,in più , di Novembre c’ è il tartufo , quindi e’ di obbligo un .......................... a San Miniato negli ultimi tre weekend del mese di Novembre.¨

Νοte:
(1) La pelle: δέρμα (το San Miniato βρίσκεται σε μια ζώνη με πολλά βυρσοδεψεία)
(2) Piaggio: η εταιρεία που παράγει τη γνωστή βέσπα με έδρα την Pontedera , 40 χιλιόμετρα περίπου από το San Miniato.

l'insegnante BiancaMaria Tapinassi Μυλωνά

Tartufo e Creatività Toscana , il video

Tartufo bianco, il " diamante della terra"


Le antichissime origini del “diamante della terra”
La storia del tartufo affonda le sue radici in epoche assai antiche.
Già nel 3000 a.C sembra che i Babilonesi fossero attratti da uno strano fungo sotterraneo, la Trafezia, molto simile per forma al tartufo bianco pregiato.
Anche i Greci nella loro cucina pregiata utilizzavano il tartufo (tydnon) la cui origine era attribuita al combinarsi delle piogge autunnali con il tuono; lo stesso avveniva presso i Romani (che lo chiamano tuber dal verbo tumere gonfiarsi) che ne furono ghiotti consumatori .
La particolarità di questo fungo ipogeo che vive sotto terra senza apparenti radici, il suo profumo e le sue forme bizzarre, lo hanno circondato da un’aura di mistero rendendolo desiderabile e “divino”. Già allora il suo prezzo era elevatissimo perchè raro e la sua presenza sulla tavola era quindi indice di nobiltà e potenza. Si era certi del suo potere afrodisiaco e infatti era stato dedicato dai pagani a Venere.
Le prime ricette in cui compare il tartufo risalgono ad Apicio, famoso cuoco di Traiano, che, nel suo De Re Culinaria, ne canta le lodi, ricordando come Nerone lo chiamasse “cibo degli dei”.
da Federico, 19 Marzo 2008, in Tartufo Cultura

Domande di comprensione:
•Quali sono le caratteristiche del tartufo?
•Perchè è considerato il diamante della terra?

l' insegnante BiancaMaria Tapinassi Μυλωνά

Tartufo e animali per la sua ricerca, il video